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Classi di propensione al cedimento C.P.C.

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Classi di propensione al cedimento e Failure Risk Classification

Le indagini visive condotte con la metodologia ispettiva VTA (Visual Tree Assessment) e le analisi strumentali complementari hanno come fine ultimo quello di mettere l’operatore nelle condizioni di attribuire ogni esemplare arboreo monitorato ad una delle classi di propensione al cedimento. La classificazione C.P.C. (classi di propensione al cedimento appunto) è quindi in buona sostanza espressione finale dei rilievi effettuati (visivi e strumentali) e rappresenta quindi la base per una corretta pianificazione degli interventi di adeguamento volti al recupero estetico-funzionale degli alberi monitorati (potature di rimonda, di alleggerimento, potatura di riforma, eliminazioni delle branche a rischio, consolidamenti, trattamenti fitosanitari, abbattimenti, etc.).

C.P.C. Classi di Propensione al Cedimento - (DendroLabs).com
C.P.C. Classi di Propensione al Cedimento – (DendroLabs).com

Sebbene l’assegnazione di ogni albero ad una determinata classe di propensione al cedimento sia fortemente influenzata dalla visione del tecnico rilevatore, tale passaggio deve essere considerato come fondamentale per poter comunicare in modo sintetico il “giudizio” su un albero, standardizzando il più possibile le procedure di monitoraggio e di successiva messa in sicurezza.

La S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura) ha ritenuto opportuno modificare (correttamente a nostro avviso) il significato della vecchia classificazione F.R.C. (Failure Risk Classification) proponendo l’attuale C.P.C. (classi di propensione al cedimento). I cambiamenti apportati sono relativi alla terminologia impiegata e si sono resi necessari per meglio renderli rispondenti al relativo significato nella lingua italiana.

IMPORTANTE: Non si parlerà più quindi di classi di rischio ma solo di classi di propensione al cedimento; si è cioè ritenuto opportuno classificare gli esemplari monitorati in base al livello di propensione al cedimento delle strutture portanti specifico degli alberi monitorati.

Come sempre si sottolinea che nessuno è in grado di stabilire con assoluta certezza se un albero cadrà sicuramente e tanto meno è possibile stabilire quando. Effettuando costanti monitoraggi fitosanitari e dendrostatici è però possibile stabilire quali esemplari mostrano alterazioni tali da renderli “a forte propensione di cedimento” sulla base di valutazioni statistiche. La loro rimozione e sostituzione garantirà il rispetto dei livelli di sicurezza attesi in funzione della collocazione del sito di impianto.

La determinazione della propensione al cedimento (e quindi l’assegnazione degli alberi alle differenti classi di propensione al cedimento) è uno dei parametri fondamentali che entra in gioco nella più articolata Valutazione del Rischio connesso alla presenza di esemplari arborei. Gli altri parametri, che avremo modo di affrontare in altri approfondimenti, sono la probabilità che un ipotetico cedimento colpisca un determinato obiettivo e il “valore” attribuito a ciascun obiettivo e quindi in sostanza la stima delle conseguenze dell’eventuale cedimento.

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Classi di propensione al cedimento così come codificate dalla S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura)

Classi di propensione al cedimento

Definizioni

A

trascurabile

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni.

B

bassa

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili con il controllo visivo ed a giudizio del tecnico con indagini strumentali, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero non si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a tre anni. L’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico.

C

moderata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni. L’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico. Questa avrà comunque una cadenza temporale non superiore a due anni. Per questi soggetti il tecnico incaricato può progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e, qualora realizzati, potrà modificare la classe di pericolosità dell’albero.

 * è ammessa una valutazione analitica  documentata. 

C/D

elevata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo  visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia drasticamente ridotto. Per questi soggetti il tecnico incaricato deve assolutamente indicare dettagliatamente un insieme di interventi colturali. Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell’albero. Nell’impossibilità di effettuare i suddetti interventi l’albero è da collocare tra i soggetti di classe D.

* è ammessa una valutazione analitica documentata.

D

estrema

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. * Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai, quindi, esaurito. Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.

 * è ammessa la valutazione analitica documentata.

 

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