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Orto ornamentale: il valore della consociazione

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In genere quando si parla di piccoli orti ci si riferisce a spazi naturali dalle ridotte dimensioni trasformati, da famiglie o singole persone, per scopi alimentari. Mentre, quando si parla di giardini, terrazzi od aiuole ci si riferisce alla messa a dimora di piante prettamente destinate al piacere osservativo. Questi due mondi, apparentemente distinti tra loro, possono però trovare un anello di congiunzione, l’ orto ornamentale. Con questo termine si vuole sintetizzare la creazione di spazi verdi che siano costituiti sia da piante ortive che da piante ornamentali più o meno commestibili.

Le basi per un orto ornamentale

Alla base di questo concetto vi è quello della consociazione ovvero la coltivazione, su un medesimo appezzamento, di piante appartenenti a specie diverse. La tecnica della consociazione è assai nota in agricoltura, ancor più usata in agricoltura biologica, poiché la sua adozione trova numerosi benefici in campo agronomico. Lo scopo principale, di tale tecnica è quello di eliminare la cosiddetta competizione intraspecifica, ovvero la competizione fra piante della stessa specie. Con “competizione” si definisce la tendenza di due o più individui vegetali a concorrere per accaparrarsi le risorse disponibili. Chiaramente, tanto meno ve ne saranno, (acqua, suolo, nutrienti, ecc.), tanto più si avrà competizione. Sebbene ne siano stati dimostrati i vantaggi, l’uso della consociazione in larga scala trova ancora difficoltà di applicazione. Infatti nei paesi industrializzati, la tendenza è quella di operare con monocolture che consentano di utilizzare meglio i macchinari per le operazioni colturali.
Ragionando in piccolo, per gli orti familiari e, ancor di più, con il concetto di “rased vegetable beds” ovvero orti rialzati, gergalmente generalizzati come “orti in cassoni”, il concetto della consociazione trova larghissima diffusione.

Prima di descrivere i numerosi vantaggi che questa tecnica porta, vorrei richiamare alcuni concetti base di relazioni fra vegetali che saranno utili per capirla meglio.
Fra due individui che si trovano a condividere il medesimo spazio, possono nascere diversi rapporti .

Essi possono essere schematizzati in mutualistici:

  • simbiosi (se vi sia un beneficio per entrambi gli individui);
  • commensalismo (se vi sia giovamento solo per uno dei due mentre per l’altro non cambia nulla);

o antagonistici:

  • competizione;
  • allopatia (nel caso in cui un organismo emetta degli essudati tossici per l’altro);
  • parassitismo (nel caso in cui un organismo completi il suo ciclo vitale a spese dell’altro).

Quali vantaggi con un orto ornamentale?

Con la consociazione si cercherà, ovviamente, di porre a dimora solo quelle piante che fra loro potranno avere rapporti di tipo mutualistico. Per far ciò occorrerà conoscere l’anatomia, la fisiologia e la biologia delle piante cui andremmo ad interfacciarci. Nell’orto ornamentale quindi si cercherà infatti di consociare piante con apparati radicali diversi, fittonanti o fascicolate, per una esplorazione del terreno differente, o piante con habitus di crescita diverso, piante con steli alti e piante più raccolte e basse o, ancora si cercherà di posizionare piante che possano stimolare, tramite essudati radicali, la crescita di quelle vicine o che siano di repulsione per insetti parassiti.

Altri tipi di vantaggi indiretti ma non meno importanti sono, ad esempio, quello di avere prodotti alimentari dalla migliore qualità (dovuto proprio al giovamento che una pianta trae dall’altra, tradotto in minor uso di pesticidi o concimi) o quello di guadagnare tempo (si andrà a crescere delle piante a rapido sviluppo accanto a quelle che necessitano di un po’ più di tempo per arrivare a maturazione) o, ancora, quello di limitare l’utilizzo di diserbanti o migliorare la ritenzione idrica del terreno evitando una eccessiva evapotraspirazione (con conseguente risparmio idrico), o ancora, un miglioramento organolettico (addirittura il sapore di alcune piante risulta essere migliorato dalla vicinanza di altre).


Quali specie scegliere?

Nel mondo vegetale e quindi anche nell’orto ornamentale questi tipi di consociazione possono instaurarsi anche con piante ornamentali, che non solo arricchiscono il nostro giardino o, più semplicemente, il nostro spazio verde, con colori e profumi ma risultano essere particolarmente utili per una coltivazione di piante da consumo alimentare. Se volessimo aprirci al mondo delle ornamentali utili ai nostri orti, si potrebbero elencare numerose interazioni positive, eccone alcuni esempi:

a) il nasturzio (Tropaeolum majus): questa pianta dal bellissimo colore rosso/arancione risulta essere molto efficace contro gli afidi e trova un interessante impiego se coltivata vicino ai pomodori e i piselli, nondimeno, il nasturzio respingerebbe molti parassiti delle brassicacee;

b) il tagete (Tagetes) risulta essere una pianta molto utile al fine di allontanare insetti dannosi, il suo uso può essere fatto vicino a numerose piante ortive;

c) porre la camomilla (Matricaria chamomilla) vicino ai cavoli e cipolle ne esalterebbe le qualità organolettiche;

d) la petunia (Petunia) proteggerebbe i fagioli dagli insetti e la patata dalla dorifora (Leptinotarsa decemlineata);

e) la campanula (Campanula) proteggerebbe i porri dalla tignola (Acrolepiopsis assectella);

f) il sambuco (Sambucus nigra) è un arbusto che attira numerosi insetti pronubi.

Orto ornamentale: il valore della consociazione - DendroLabs
Una semplice infografica per apprezzare i vantaggi di un orto ornamentale

Anche piante promiscue (sia ad uso ornamentale che alimentare) come lavanda, salvia, timo o menta, trovano un’utilità nell’orto ornamentale se poste vicino ad altre piante, prettamente orticole. Ad esempio la salvia (Salvia officinalis) ed il rosmarino (Rosmarinus officinalis) sono utili per la difesa della carota, dei piselli, del pomodoro e dei cavoli o contro numerosi insetti, ad esempio contro la cavolaia (Pieris brassica). Ancora, la menta (Mentha), se posta vicino ai pomodori, allontanerebbe afidi ed altri fitofagi, mentre l’erba cipollina (Allium schoenoprasum), molto bella con infiorescenze colorate e per questo usata anche come ornamentale, produrrebbe degli essudati radicali in grado di migliorare il gusto e lo sviluppo delle fragole.
La lavanda (Lavandula officinalis) avrebbe il merito di proteggere molte colture dagli afidi e dalle formiche e garantirebbe anche un’azione repellente nei confronti delle zanzare. Il timo (Thymus) sarebbe molto utile per ridurre gli attacchi della farfalla cavolaia particolarmente su cavolfiore viola.

C’è poi un altro effetto benefico che alcune piante eserciterebbero su altre, nell’orto ornamentale ad esempio la calendula (Calendula officinalis), così come la potentilla (Potentilla) ed il tarassaco (Taraxacum officinale), attirerebbe insetti utili come le coccinelle (Coccinellidae, il cui utilizzo si conosce bene anche in agricoltura biologica essendo predatori naturali di molti insetti fitofagi), mentre il fiordaliso (Centaurea cyanus) ed il timo, oltre alle coccinelle, richiamerebbero anche i sirfidi (Syrphidae) le cui larve sono utili per la predazione degli afidi.

Consolidato ormai il concetto che consociare rientra il quel gruppo di “buone pratiche agricole” che ogni agricoltore coscienzioso e sensibile verso l’ambiente dovrebbe adottare, le consociazioni ortive-ornamentali, sconosciute ai più, sono altrettanto valide e ci permettono di arricchire spazi pubblici e privati con un mini-agroecosistema in grado di produrre al meglio e di soddisfare anche gli aspetti visivi, sempre meno trascurabili. Pertanto questa tecnica, che si presta molto anche alla progettazione di letti di coltivazione gradevoli e attentamente studiati, applicata anche in contesti urbani, potrebbe portare a non poche soddisfazioni per la comunità e per l’ambiente.

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