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Ragazzi e agricoltura: una simbiosi vincente

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L’importanza di avvicinare i ragazzi all’agricoltura è stato uno di punti focali dell’Expo di Milano 2015. Come si sa, agricoltura non vuol dire solo “praticare la coltivazione della terra”, ma intrinseco in questo termine c’è tutto un insieme di valori legati alla conoscenza e al rispetto per l’ambiente, all’uso parsimonioso delle risorse alimentari, all’attenzione posta verso qualità dei cibi che andranno a costituire la nostra alimentazione. Tanto più riusciremo a trasmettere questi concetti ai nostri figli, migliore sarà la loro vita e responsabile il loro approccio nei confronti dell’ambiente.

Proprio in relazione a quanto appena detto vogliamo ricordare che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e il Ministero dell’istruzione hanno promosso un’iniziativa molto importante per l’anno scolastico 2014-2015: il programma “orti nelle scuole“. Questa iniziativa ha come obbiettivo primario, quello di avvicinare i bambini e i ragazzi al mondo della natura legata all’alimentazione, non solo per conoscerla ma anche per averne cura e rispetto. In tal senso significative sono le numerose esperienze di gardening che DendroLabs ha avuto modo di verificare in occasione dei sopralluoghi per il primo monitoraggio arboreo nelle Scuole Statali di Roma e che ci piace documentare in questa pagina.

Via Pirotta, 95 - DendroLabs

Sono fiorite così iniziative e siti come ortiscolastici.it che, oltre ad informare sulle bellissime iniziative intraprese nelle varie realtà scolastiche, vuole costituire una rete di collegamento fra professionisti in grado di preparare chiunque, in ambito pedagogico, voglia apprendere e trasmettere conoscenze teoriche e pratiche in tema all’agricoltura.

Avvicinare i ragazzi al mondo agricolo, non solo ha importanza per quanto riguarda il loro apprendimento e la loro educazione ma è molto importante anche per quanto concerne la loro salute psicofisica ed il loro sviluppo come persone adulte. Uno studio portato avanti dal “Department of Horticultural Science“, Texas A&M University, ha evidenziato come, sia per gli studenti che per i professori coinvolti nel progetto di orticoltura a scuola, si sono ottenuti tutta una serie di benefici. I bambini risultano aver raggiunto una maggiore stima in loro stessi e al contempo si sono giovati di una riduzione dello stress, la coltivazione di ortaggi ha determinato un doppio appagamento: quello di aver coltivato del cibo “sano” e quello conseguente al suo consumo; non ultimo è stato osservato anche un importante aspetto legato alla socializzazione dei bambini fra loro e con gli adulti.

Gli insegnanti che sono stati coinvolti nel progetto, hanno altresì evidenziato come i ragazzi fossero più recettivi nel “toccare con mano” i concetti legati alle scienze appresi durante l’anno scolastico sui banchi di scuola, così come avessero raggiunto una maggiore e più completa conoscenza dell’ecosistema.



Altro elemento legato all’importanza di avvicinare i ragazzi all’orticoltura è emerso da uno studio portato avanti in Finlandia dall’università di Helsinki. E’ stata fatta un’indagine intervistando un totale di 76 bimbi delle scuole primarie divisi fra appartenenti a zone rurali ed urbane. Ciò che è emerso è che i bambini “urbanizzati” avrebbero una tendenza a perdere il contatto con la natura fino a non saper distinguere che poco più di un paio di specie arboree. Nei casi peggiori si è osservata una totale assenza della propensione a giocare all’aperto, con conseguente perdita di conoscenze del mondo circostante e decremento della socialità.

Non è poi da trascurare l’aspetto fondamentale legato all’insegnamento della coltivazione di vegetali che diventeranno poi il nostro cibo. Queste iniziative promuovono percorsi molto interessanti che non devono farci pensare ad una filosofia trascendentale ed un pò hippie, poco realistica e di marginale importanza, al contrario, avvicinare i bambini al tema dell’alimentazione (poichè di questo si tratta) introducendoli all’agricoltura, deve essere considerato come un dovere nei confronti dell’ambiente e del futuro di questo pianeta. Studi recenti, pubblicati anche nel libro di Paolo De Castro “Corsa alla Terra”, indicano che i trend mondiali di consumo di risorse alimentari stanno aumentando, prediligendo un’alimentazione maggiormente incentrata sulla carne. Questa tendenza comporta tutta una serie di conseguenze ed è fondamentale cominciare l’opera di sensibilizzazione/formazione proprio dai giovani; in un mondo dove si sente sempre più pressante la necessità di conciliare l’incremento esponenziale della richiesta di derrate alimentari con un’indispensabile riduzione dell’impatto ambientale, cominciare ad educare le nuove generazioni ad un uso consapevole delle risorse partendo dalle scuole, rappresenta un grande vantaggio.



In conclusione si può affermare che numerosi sono stati nel corso del tempo gli studi incentrati sui benefici dell’avvicinamento dei ragazzi al mondo del verde. Fin dagli inizi del 1900, numerosi pedagoghi e ricercatori hanno portato avanti la ricerca relativa ai benefici che il “gardening” apportava a chi lo praticasse (adulti, bambini e soggetti con disturbi psichici) sia dal punto di vista conoscitivo, sia comportamentale, che della psiche; non a caso, in passato colei che ha aperto una nuova era in ambito pedagogico, scrisse ” Le cure premurose verso gli esseri viventi sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile” (Maria Montessori). Non è difficile associare questo concetto alla cura del verde.

Malgrado la moltitudine di studi presenti in letteratura, ancora poche scuole aderiscono a programmi del genere e questa è una lacuna che andrebbe assolutamente colmata, d’altronde i bambini sono il futuro e nel futuro come nel passato la vita degli esseri umani sulla terra sarà legata alla creazione e alla preservazione degli agro-ecosistemi; imparare a conoscerli è il primo passo per una simbiosi vincente.

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