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Stabilità degli alberi ed eventi meteorologici straordinari

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Sempre più frequentemente assistiamo al verificarsi di eventi meteorologici intensi e parallelamente continua è la corsa alla ricerca di una nuova terminologia in grado di descrivere i fatti: straordinario, eccezionale, imponderabile e così via. Sempre più appariscente è l’influenza che tutto ciò ha sulla stabilità degli alberi.

danni da vento S.Lazzaro - DendroLabs.com

L’impatto sul patrimonio arboreo collocato nel tessuto urbano è spesso rilevante, così come altissimi sono i costi sociali derivanti dagli effetti dei cedimenti di strutture di imponenti dimensioni come sono gli alberi in contesti fortemente antropizzati. Lo scenario tende ad aggravarsi notevolmente se si considerano i numerosissimi fattori predisponenti al ribaltamento, che di fatto minano la stabilità degli alberi, tipici dell’ambiente urbano: apparati radicali a sviluppo fortemente limitato, sviluppo prevalentemente superficiale, radici primarie lesionate o amputate, habitus tipico delle specie vegetali stravolto e spesso genericamente uniformato, chiome rese asimmetriche e sbilanciate per potature selettive, incremento della rigidità delle strutture portanti perché ricche di carie e tessuti necrotici, etc.

Assodato che la migliore prevenzione alla caduta di esemplari arborei in città sia rappresentata da una progettazione consapevole, dal costante monitoraggio fitosanitario e dendrostatico delle alberature e dalla corretta pianificazione degli interventi manutentivi (non solo potature e abbattimenti, ma anche trattamenti endoterapici, eliminazioni delle branche a rischio, consolidamenti, etc.), si rende sempre più spesso necessario valutare il danno causato da uno specifico evento meteorologico “straordinario” sul patrimonio arboreo, al fine di rimuovere tempestivamente esemplari divenuti irrimediabilmente instabili e quindi a rischio imminente di ribaltamento.

Ci si riferisce quindi alla necessità di valutare un repentino peggioramento del quadro dendrostatico tipico di un’alberata e quindi più genericamente della stabilità degli alberi, in seguito ad uno specifico evento fortemente destabilizzante come piogge torrenziali o più spesso raffiche di vento molto sostenute.

Non si può certo affermare infatti che solo ciò che è caduto sia un rischio (in questo caso già concretizzato); evidentemente c’è l’obbligo di verificare anche l’eventuale presenza di esemplari gravemente lesionati, che per particolari condizioni stazionali sono rimasti momentaneamente in piedi.

Stabilità degli alberi e propensione al ribaltamento

In occasione di eventi meteorologici significativi abbiamo predisposto una prima classificazione che descriva il livello di danno per ciascun singolo esemplare arboreo visionato, indichi il livello di attenzione richiesto e suggerisca ovviamente la tipologia di interventi di adeguamento necessari per il ripristino dei livelli di sicurezza attesi. Proponiamo una prima codifica di una casistica comunque molto ampia e sottolineiamo che le classi di propensione al ribaltamento o CR, per quanto già esposto, nulla hanno a che vedere con le classi di propensione al cedimento (CPC). Le prime devono essere intese come una valutazione istantanea del danno causato da un specifico evento meteorologico straordinario, le seconde rappresentano invece il giudizio conclusivo di una ben più articolata analisi fitosanitaria e dendrostatica, analisi esaustiva della stabilità degli alberi.

Di seguito una breve guida iconografica per la valutazione qualitativa della stabilità degli alberi danneggiati in occasione di forti raffiche di vento. Passaggio graduale dalla classe 0, caratterizzata da nessun segno palese di cedimento strutturale, alla classe 5 in corrispondenza di esemplari arborei definitivamente ribaltati.

stabilità degli alberi – classi di propensione al ribaltamento CR

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