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Verbena officinalis, la pianta che vince insonnia e stanchezza primaverile

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Umile umile, vive ai bordi delle stradine sassose di campagna.
La Verbena officinalis, non si fa notare per una bellezza dirompente, ma sicuramente per il profumo fresco dei suoi piccoli fiori, disposti a spiga e dal tenue colore rosa-lilla che comincia a mostrarsi a primavera. E’ il profumo sottile di quella “verveine soufflée” con cui il celebre scrittore francese Guy de Maupassant, ama impregnare i suoi racconti più belli. Quell’odore che “entra improvviso nel cuore e accende il desiderio ‘immoderé’ di sentirlo ancora” come scrive nel “Rosier de Madame Husson”.
Ma Maupassant non è l’unico ad esserne attratto, perché la verbena è da sempre considerata compagna ispiratrice di poeti ed artisti, pianta propiziatoria, dalle mille virtù e specie. Quella ‘officinale’ è un’erba perenne nativa dell’Europa, appartenente alla grande famiglia delle Verbenacee, la cui storia inizia da molto lontano.


Verbena officinalis: un po’ di storia

Per le più antiche civiltà della storia, la verbena era l’erba dedicata a Venere, pianta sacra per eccellenza. Il concetto della sua sacralità era talmente radicato nell’antichità da essere comune a molte culture, ad iniziare da quella egizia, presso il cui popolo era dedicata ad Iside, somma sacerdotessa. I Greci credevano che chi avesse posseduto e portato con sé un ramo di verbena sarebbe diventato invincibile. Ma essendo dedicata a Venere, aiutava soprattutto le donne e i loro problemi: dall’allattamento fino ad entrare nei filtri d’amore, così diffusi, stimati e temuti allo stesso tempo.
Proprietà confermate da Ippocrate che, nel V secolo avanti Cristo, raccomandava il suo decotto per combattere la sterilità delle donne. Consiglio apparentemente ingenuo ma oggi confermato dagli studi sugli effetti ‘ormonali’ della verbena.
Custodita gelosamente entro particolari cinte di templi, presso i Romani la verbena era la pianta portata dagli ambasciatori, chiamati per questo Berbenarii, quando si recavano a parlamentare. Con essa veniva benedetto il capo del ‘pater patratus’, sommo rappresentante di tutto il popolo. Pur essendo investita di fin troppi significati magico-simbolici, nel corso dei secoli l’uso della verbena non è mai venuto meno, così come la sua efficacia, oggi supportata da ricerche approfondite sui componenti chimici e i conseguenti impieghi curativi. fiore di Verbena officinalis - dendrolabs.com


Componenti chimici e caratteristiche della V. officinalis

E’ la sua sostanza funzionale principale, la verbenalina, a conferirle una potente azione sedativa ed analgesica. Per tale ragione, la verbena viene ampiamente usata come riequilibrante del sistema nervoso, specie quello vegetativo parasimpatico, indicata in modo particolare negli stati di ansia, panico, stress e stanchezza psicofisica. Anche le forti tensioni emotive che la caotica vita contemporanea ci porta vengono placate dalla sua azione distensiva.

Gli altri principi attivi in essa contenuti come tannini, saponine, mucillagini, flavonoidi ne spiegano la versatilità dei suoi utilizzi.


Proprietà

Le benefiche proprietà si esplicano dunque sul sistema nervoso principalmente, ma anche a livello epatico e digestivo, rivelandosi un ottimo depurativo. L’arbutina, in essa contenuta, agisce come antibatterico delle vie urinarie, contro cistiti ed uretriti, sciogliendo anche i calcoli.
Ma vediamo come impiegarla correttamente.


Impieghi della Verbena officinalis

L’azione maggiore della Verbena si rivela a livello ormonale, come ci insegna Ippocrate, armonizzando il delicato sistema femminile, come un’altra importante Verbenacea, l’Agnocasto. In questo caso, bisognerà assumere l’infuso di verbena per un ciclo di tre mesi.

Prepariamo un infuso con la Verbena officinalis


Efficace, ma di semplice preparazione, l’infuso si prepara mettendo due cucchiai di fiori e foglie essiccate in 250 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione per circa 7/8 minuti, filtrare e bere dopo i pasti per facilitare la digestione, lontano dai pasti per un’azione rilassante, prima di andare a dormire per combattere l’insonnia. Assunto di mattina, questo gradevole infuso agisce anche sull’umore, riequilibrando gli sbalzi, tipici dei cambiamenti di stagione e dei primi caldi.

infuso di Verbena contro l'insonnia e la stanchezza primaverile

Stimolando le contrazioni uterine, la verbena non è indicata durante la gravidanza, ma sarà sicuramente di grande aiuto al momento del parto e durante l’allattamento perché aumenta la produzione del latte materno. In fase premestruale, riequilibra l’umore e ‘cura’ l’emicrania. In menopausa aiuta a riattivare la concentrazione che tende spesso a diminuire in questa delicata fase. Effetti pressoché immediati, per risolvere tali disturbi, si hanno grazie all’impiego del suo olio essenziale.
Per le ‘emergenze emotive’, porre 1 goccia su un fazzolettino e aspirarne l’aroma, più volte, fino alla scomparsa del sintomo. Per alleviare le tensioni fisiche, aggiungere 5 gocce ad un cucchiaio di olio base (di mandorle, sesamo o girasole) e massaggiare le zone più contratte come collo, nuca, spalle e addome. Usato puro, 1 goccia da massaggiare sulle tempie, aumenta la concentrazione e scioglie le cosiddette ‘tossine mentali’, le “ama”.

V. officinalis per la distensione e la concentrazione - dendrolabs.com
Verbena officinalis per favorire la distensione e accrescere la concentrazione

Il suo decotto concentrato, che si prepara facendo bollire tre cucchiai di verbena in mezzo litro di acqua, può essere versato nell’acqua della vasca per un bagno anti-insonnia o per attenuare i fastidi dei capillari e vene superficiali. Utile anche per un pediluvio, specie con l’aggiunta di un cucchiaio di foglie secche di salvia: in questo caso si rivelerà ottimo anche come deodorante e rinfrescante dopo le lunghe camminate della bella stagione.


Verbena e fiori di Bach

Ma la verbena rientra anche nei cosiddetti rimedi ‘emozionali’, essenze floreali capaci di riequilibrare stati d’animo bloccati o ‘mal vissuti’. In questo caso, la verbena rappresenta un rimedio che dona serenità a chi è troppo rigido nel mantenere il proprio punto di vista, un esagerato idealista che può diventare irritabile e intollerante. Ottimo anche per i bambini iperattivi che non riescono a stare fermi e gli adolescenti che lottano per una causa con eccessivo entusiasmo e spreco di energie.
Vervain, questo il nome originale di questo rimedio scoperto dal Dottor Bach, insegna a guardare le cose da un punto di vista più vasto, con calma e tolleranza, dosando le proprie forze.

V. officinalis e fiori di Bach - DendroLabs.com
Anche la V. officinalis è tra i rimedi floreali del Dott. Bach

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Seguite i link invece se volete anche qualche info sulla coltivazione e riproduzione della Verbena, sulla Verbena bonariensis o se volete leggere altri mei articoli.

 

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1 Comment

  1. sandro
    6 maggio 2017 at 19:31 — Rispondi

    molto bello.

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