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VTA (Visual Tree Assessment): come verificare la stabilità degli alberi

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Vi è mai capitato di sentire parlare di VTA o Visual Tree Assessment? La tendenza quotidiana da parte dell’uomo di sfruttare al massimo tutti gli spazi utili, contribuisce costantemente ad esasperare le interferenze tra alberi e attività antropiche, soprattutto in città. Sempre più frequentemente quindi si avverte la necessità di valutare la stabilità meccanica degli esemplari arborei, al fine di garantire livelli di sicurezza adeguati nella fruizione degli spazi urbani. Le metodologie e le strumentazioni utili a valutare l’integrità strutturale delle piante sono oggi molteplici; tra queste la metodologia ispettiva più diffusa in Italia e a livello internazionale è sicuramente il VTA ovvero un’analisi sistematica delle principali anomalie fitosanitarie e dendrostatiche degli esemplari arborei.

Monitoraggi VTA - DendroLabs.com
Visual Tree Assessment, monitoraggio statico e fitosanitario degli alberi – DendroLabs.com

VTA: verificare la stabilità degli alberi

Il VTA (acronimo di Visual Tree Assessment) è una metodologia elaborata dal Prof. Mattheck dell’Università di Karlsruhe nel 1990 e rappresenta attualmente una delle metodologie di indagine più efficaci e precise per l’identificazione e la valutazione degli alberi a rischio statico e non solo.

Il metodo si basa sulla regola “dell’assioma della tensione costante”. Gli organi legnosi della pianta si sviluppano in modo cioè da garantire una regolare distribuzione dei carichi su ciascuna sezione legnosa che costituisce la struttura stessa; eventuali zone alterate o degradate sono causa di discontinuità e richiedono modifiche nella distribuzione dei carichi. In sostanza, con il Visual Tree Assessment, si interpreta il linguaggio corporeo degli esemplari arborei rilevando l’importantissima relazione esistente tra sintomi esterni ed anomalie interne.



Ecco come si esegue un’indagine VTA

Durante l’indagine visiva di un albero si rilevano in successione una molteplicità di elementi distintivi, tali da permettere al Tecnico valutatore, conclusa l’analisi visiva, di attribuire ciascun esemplare monitorato ad una determinata classe di propensione al cedimento: classificazione codificata dalla SIA (Società Italiana di Arboricoltura), sezione italiana dell’ISA (International Society of Arboriculture).

Normalmente, per ogni albero visionato,si procede alla compilazione di una scheda di rilievo suddivisa in differenti sezioni:

  • identificazione dell’esemplare: attribuzione del numero, rilievo dell’ubicazione e della specie vegetale;
  • descrizione del sito d’impianto: tipologia e posizione;
  • dati biometrici: rilievo del diametro al colletto e a “petto d’uomo”, del diametro della chioma e dell’altezza;
  • identificazione delle principali interferenze: individuazione dei principali obbiettivi e delle loro distanze relative presenti nell’area di intrferenza dell’albero;
  • difetti o alterazioni: annotazione sistematica per ciascuna delle porzioni anatomiche primarie (colletto, fusto e chioma) di lesioni, anomalie strutturali, alterazioni, corpi fruttiferi, parassiti, segni di stress o di sofferenza, etc..
  • note: annotazione di eventuali ulteriori elementi salienti.
scheda VTA (Visual Tree Assessment) - DendroLabs.com
scheda di rilievo speditivo VTA (Visual Tree Assessment) – Gestione Verde Arboreo 5.1 vers. mobile

Visual Tree Assessment e analisi strumentali

In un ristretto numero di casi il solo Visual Tree Assessment non permette al Tecnico rilevatore, seppure molto esperto, di formulare un giudizio definitivo e compiuto sull’albero monitorato; in queste circostanze si ricorre allora ad analisi strumentali suppletive. Le strumentazioni  disponibili sono sicuramente numerose e si differenziano per gli aspetti qualitativi e quantitativi del risultato fornito: dendrodensitometro o resistograph, arbotom, tomografo, termorilievo a infrarossi, martello ad impulsi di Metriguard sono solo i più diffusi. E’ importante sottolineare come il Tecnico rilevatore ricorra ad un’analisi strumentale per ricevere una conferma o meno relativamente ad un dubbio o ad una tesi già formulata sulla base dei sintomi rilevati in campo in sede di verifica VTA. L’analisi strumentale deve quindi essere considerata come un complemento dell’indagine visiva e non un surrogato.

VTA e resistograph - DendroLabs.com
analisi strumentali con Resistograph a supporto dell’indagine VTA

Il giudizio finale del Visual Tree Assessment

Come già accennato il fine ultimo dell’analisi visiva condotta mediante Visual Tree Assessment è quello di attribuire ogni esemplare monitorato ad una determinata classe di propensione al cedimento. Per formulare il giudizio conclusivo il Tecnico, oltre ai rilievi VTA e agli eventuali risultati delle analisi strumentali, ricorre spesso anche all’analisi di una serie di fattori e coefficienti che permettono di evidenziare pattern significativi. Di sicuro interesse sono ad esempio il coefficiente di snellezza H/D (rapporto tra altezza e diametro) e il live crown ratio ovvero LCR (rapporto percentuale indicante la porzione di tronco coperta dalla chioma). Congiuntamente all’attribuzione della classe di propensione al cedimento, il monitoraggio si conclude indicando gli interventi di adeguamento (tipologia di potatura, trattamento fitosanitario, messa in sicurezza, abbattimento, etc.). Si tratta degli interventi proposti e considerati necessari dal tecnico rilevatore per il migliore recupero estetico-funzionale dell’albero stesso.

La propensione al cedimento valutata per ogni esemplare arboreo rappresenta infine uno dei fattori fondamentali nella valutazione del rischio connesso alla presenza di un albero (insieme alla probabilità che un cedimento strutturale possa effettivamente colpire un determinato bersaglio e alla valutazione delle conseguenze di un incidente in seguito ad un eventuale cedimento) e quindi più in generale nella pianificazione dei protocolli d’intervento nell’ambito della gestione del rischio.

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